IPERICO: a cosa serve e come si può utilizzare " l' erba di S. Giovanni"
L' Iperico, nome scientifico della pianta Hypericum perforatum, è una pianta officinale che si trova facilmente sia in pianura che in collina. Probabilmente molti di noi la conoscono come erba di San Giovanni, nome che deriva dal fatto che il suo periodo balsamico (il momento di maggior fioritura in cui sprigiona al meglio le sue proprietà) si aggira intorno al 24 giugno (S. Giovanni).
Sin dall'antichità è stata usata per le sue molteplici propiretà curative: Ippocrate, Dioscoride (medico dell'antica Grecia) e Plinio il Vecchio (antica Roma) la utilizzarono largamente.
L'iperico si occupa principalmente di:
- depressione
- ferite e bruciature (grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e antibatteriche)
E' facile riconoscerlo: i fiori sono piccoli, a forma di stella con 5 petali e all'interno hanno tanti piccoli stami appariscenti. Inoltre le foglie sono disposte a 2 a 2 una di fronte all'altra sul gambo.Un modo semplice di utilizzarlo è fare un OLEOLITO.
Tutti possiamo farlo, ed è ottimo da tenere a portata di mano per eventuali ferite, bruciature, scottature solari, irritazioni, rush cutanei.
Occorrente:
-fiori di iperico
- olio (di oliva, di girasole...quello che preferite, l'importante è che sia spremuto a freddo e biologico)
- un contentitore in vetro a chiusura ermetica.
Una volta raccolti i fiori, mettiamoli nel contenitore,
ricopriamo con l'olio e chiudiamo. Il contenitore va esposto al sole e lasciato macerare per 40 gg. Una volta trascorso questo tempo filtriamo et voilà, il nostro oleolito è pronto all'uso. Il colore dovrà essere di un bel rosso intenso, dato dall' ipericina, una sostanza presente all'interno del fiore.
Questo cambiamento sarà visibile già dopo pochi giorni. Ecco il mio dopo 5 gg di sole.
Per potenziare l'effetto dell'iperico in caso di scottature (anche solari), irritazioni, rush cutanei possiamo aggiungere qualche goccia di olio essenziale di Lavanda Vera, che ha proprietà calmanti e lenitive.
" La natura non fa nulla di inutile" Aristotele





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